GLI SPECIALI
OMAGGIO ZANCHI

IL RICORDO
DI
GIORGIO MORALES
La Redazione di Ciaktoscana è lieta di pubblicare - in esclusiva - questo articolo scritto per noi da l'ex
Sindaco di Firenze, attuale Difensore Civico della Regione Toscana, Dottor
Giorgio Morales, fraterno amico di Claudio Zanchi.
Ho
molti conoscenti e vari amici.
Ma
mentre la conoscenza è per sua natura superficiale, l’amicizia ha diversi
gradi di profondità.
Quella
tra Claudio Zanchi e me era profonda al massimo grado.
E
non solo perché durava da mezzo secolo (non sempre la durata corrisponde alla
profondità) ma soprattutto perché era nutrita da valori, ideali, esperienze,
sentimenti comuni.
Avevo
conosciuto Claudio nei primi anni ’50 per via della politica universitaria che
praticavamo insieme nell’Unione Goliardica Italiana (il cui leader nazionale
era Marco Pannella).
Io
divenni presidente dell’Organismo rappresentativo degli studenti
dell’Università di Firenze. Lui entrò nella mia Giunta come incaricato per
la cultura. Si occupava di cinema e teatro con grande passione e competenza.
Il
cinema soprattutto era, ed è sempre stato in seguito, il suo interesse e il suo
lavoro più importante.
Fondò
i primi cineclub fiorentini, “Primi Piani”, “Controcampo”, “Centro
Universitario Cinematografico”.
Negli
anni seguenti il suo impegno si dispiegò in varie attività: riviste
cinematografiche, AGIS, segreteria del Ministro dello Spettacolo e
quant’altro. Fondò l’Alfieri Atelier e l’omonimo circuito. Ideò e
realizzò il “Cinema sotto le stelle” al Forte Belvedere.
Il
mio rapporto con lui fu sempre molto stretto, quando fui Assessore alla cultura
e poi Sindaco di Firenze.
La
politica fu l’altro punto in comune.
Identico
il nostro percorso: da Unità Popolare di Codignola e Calamandrei, all’impegno
nel PSI dopo la scelta autonomista del 1956, alla scelta della corrente di
Riccardo Lombardi.
Nelle
elezioni amministrative per il Comune di Firenze nel 1999 Claudio si candidò
nella lista dello SDI solo per dare un contributo, non certo per essere eletto.
Io
militavo nello stesso partito, sempre socialista.
Purtroppo
Claudio non poté fare la sua campagna elettorale perché la malattia lo colpì
subito dopo la candidatura.
Nei
due anni in cui, prima di morire, fu immobilizzato in casa, non lo abbandonai e
passai con lui qualche ora ogni settimana o due.
Si
parlava di tante cose, ma soprattutto di politica. Ma anche di calcio e della
Fiorentina.
Avevo
previsto di andare a trovarlo proprio il giorno che morì.
Penso
che Claudio Zanchi sia tra i fiorentini (d’adozione perché era nato a
Grosseto) più importanti del dopoguerra.
Ne
sono convinto anche se questa convinzione non è diffusa.
Ma
sarebbe giusto riscoprirlo e ricordarlo.
Credo
che così molti potrebbero condividere il mio parere.
Spero
che si possa lavorare in questa direzione: lo sta già facendo la figlia Monica.
Io
cercherò di dare il mio contributo, con la memoria ed i sentimenti.
Giorgio Morales