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HAIRSPRAY

GRASSO E' BELLO

di

Franco Mariani

Fino a domenica 10 novembre a Firenze, e fino a gennaio in tournée in tutta Italia, Planet Music presenta “Hairspray – Grasso…è bello!” con Stefano Masciarelli e la regia di Massimo Romeo Piparo. 

Definito il musical del decennio, vincitore di 8 Oscar del Musical a Broadway e con 11 nomination all’Oscar del Musical Europeo a Londra,  questa è la  prima versione al mondo in lingua non inglese.

Hairspray nasce come commedia cinematografica nel 1987 dal regista gay John Waters, poi diventa musical, quindi ritorna nel 2007, sul grande schermo, incassando, grazie alla partecipazione di Jonh Travolta e Zac Efron, l’idolo delle teen agers, oltre 100 milioni di dollari d’incasso nei soli Stati Uniti, per arrivare, come musical, infine in Italia.

Quindi possiamo dire un prodotto esaminabile tre volte, e che ci permette di fare, anche per la particolarità del nostro settimanale, un tri esame.  

L’originale  rimane, in assoluto, grazie alla interpretazione di Divine, attore e cantante en travesti gay americano, morto dopo pochi mesi l’uscita del film, il migliore, anche poi per l’originalità in tutte le sue varie sfaccettature realizzative (coreografie, costumi, scenografie) tenendo conto, all'epoca, del relativo piccolo budget a disposizione.

Invece, tenendo proprio conto del budget a sua disposizione, e soprattutto della partecipazione di Travolta, la versione del 2007 ci ha lasciato indifferenti, salvo che per l’interpretazione dell’attore James Marsden, nel delicato, e non secondario ruolo, del presentatore televisivo Corny Collins.

Infine abbiamo la versione teatrale italiana. 

Ormai lo sappiamo: il musical in Italia ha fatto breccia nel cuore degli spettatori.

Lo confermano anche i recenti dati Siae, divulgati proprio alla vigilia del debutto fiorentino, tuttavia alcune produzioni, come questa, cercano di curare al meglio, e fin nei minimi particolari, la loro realizzazione.

Ottima l’idea dei grandi schermi televisivi posti al centro della scenografia, cosi come ricorrere multimedialmente a grandi personaggi, per ruoli minori, che accrescono di fatto il cast, cosi come portare la tv, che poi di fatto svolge un ruolo determinate nella trama, all’interno del teatro dove si svolge la rappresentazione, con immagini in diretta dai suoi interni.

Venendo agli interpreti dobbiamo dire che sola la "faccia tosta" di Stefano Masciarelli, grazie alle due ore giornaliere necessarie per il trucco, e allo studio che ha fatto per “diventare” donna, poteva regalarci una protagonista cosi diversa, ma allo stesso tempo convincente, come quella di Divine, a differenza invece di quella di Travolta.

“Ho capito da subito – ha dichiarato Masciarelli – che bisognava dare un approccio positivo, non grottesco, non da trans a uomo vestito da donna. Ho capito che non doveva essere becero. Ho cercato di mantenere la leggerezza del film scrutando le donne. Ho visto come rispondono al telefono, come accavallano le gambe, come camminano, come guardano le cose; ho cercato di capire i loro usi e costumi. Ho cercato poi di muovermi con quell’andamento femminile senza essere ridicolo, ma tenero si”. 

L’unica pecca che ho trovato, forse complice anche la sceneggiatura, è quella di non far capire adeguatamente, cosa che invece nei film appare chiaramente, il dramma del suo personaggio: ovvero la paura che ha di uscire di casa a causa della sua gran mole.   

Nel cast, oltre a Masciarelli, nel ruolo di Link, il bello di turno, troviamo Simone Di Pasquale, il campione della trasmissione di Rai Uno "Ballando con le Stelle", già Tony Manero nel musical italiano de "La Febbre del Sabato Sera", e che qui, ancora una volta, dimostra ampiamente le sue doti ballerine e anche discretamente quelle recitative.

La giovane Giovanna D'Angi è invece la protagonista Tracy, scelta tra 300 candidate, già al Festival di Sanremo nel 2005, anche qui s’impone, fin dalla prima scena, per le sue particolari dote canore.

Lei ammette che “certo è un po’ la mia storia. Quando con il mio aspetto fisico ti ritrovi a fare i conti con la tv, ti senti dire da tutti che non rientri nei canoni: ho passato un periodo durissimo, ma poi il teatro mi ha salvato la vita. E’ arrivato  “Hairspray – Grasso…è bello!” e sono tornata a vivere. Nasco come cantante, ma ho perso ogni speranza nella discografia italiana, da noi la musica sta morendo, nel teatro, invece, sento molta più vitalità”.

Tra le tante scene, quella che sicuramente fa presa sul pubblico, è certamente quella della rivalsa dell’orgoglio negro, che poi, è il tema dominante di Hairspray, seguito a ruota  da quello che anche le persone grasse hanno il diritto di vivere come tutti la propria vita e di godere delle stesse chance degli altri.

Non possiamo fare a meno di parlare di altre due splendidi artisti che ci hanno particolarmente sorpreso: Christian Ruiz, nel mitico e particolare ruolo di Corny Collins e di Daniela Simula, l’amica del cuore della protagonista.

Christian Ruiz, uno dei pochi ballerini italiani ad aver studiato con la mitica coreografa Debbie Allen, la professoressa di danza di “Fame -Saranno Famosi”, ha una verve tutta particolare sul palcoscenico, già dimostrata, come ballerino con la Compagnia de La Rancia e poi anche come cantante e attore in “Jesus Christ Superstar”, “Grease”, “Rent”, “La Febbre del Sabato Sera”, “Alta Società”, “My Fair Lady”.

“Il nostro lavoro - ci ha detto Christian - è un po’ come quello degli artigiani, che va scomparendo. Ci vuole molta determinazione e disciplina per poter portare ogni sera quella stessa carica che ogni spettatore, diverso dai precedenti, ha diritto di poter assaporare. Bisogna quindi stare attenti a tutta una serie di regole: cosa si mangia, quando si va a dormire, a non fumare, a non bere, che sembrano delle “rotture”, e che invece è un lavoro, una disciplina. Secondo me sta scomparendo il senso profondo di quello che facciamo e quindi è importante sempre “rinfrescare” queste idee”.

 Ruiz ha anche l’onore di essere l’unico artista della compagnia la cui canzone principale accoglie i visitatori del sito ufficiale www.hairspray.it

Daniela Simula, dopo aver interpretato la mitica Welma nel musical della Warner Bross “Schooby Doo”, che gli è valso uno dei premi del Festival Nazionale del Cinema, Teatro, Televisione di Villa Basilica, continua a saper, sapientemente, sfruttare il suo esule corpicino anche in questo ruolo, Penny. 

Se non ci credete basta vedere quando indossa la maschera del gorilla per avere conferma delle nostre parole.

Tuttavia, quella che molti spettatori credono essere una bambina, alla fine con tutta la sua verve e femminilità esplode tirando fuori la vera donna che è, anche se poi ritorna, nella vita di tutti i giorni, a “nascondersi”, come sanno fare le vere attrici, pronta però a regalare, ogni sera, allo spettatore delle vere emozioni, ma allo stesso tempo caricandosi attraverso le varie esperienze recitative preparandosi a quel giorno dove gli sarà, giustamente, affidato il ruolo da protagonista assoluta.   

Una curiosità:  Stefano Masciarelli sembra sempre che indossi lo stesso vestitino-vestitone rosa, in realtà, grazie ai costumi  creati da Federica Boldrini, la tonalità del rosa si accende, scena dopo scena, fino ad esplodere nel fucsia brillante dell’ultimo atto. (FM)

 
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