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ROBIN HOOD

IN TOURNEE IN ITALIA

di

Franco Mariani

 

Ha esordito il musical italiano del fiorentino Beppe Dati “Robin Hood", con Manuel Frattini e Valeria Monetti, per la regia del debuttante Christian Ginepro, gia affermato attore e ballerino di numerosi musical italiani, fino a domenica 23 novembre al Teatro Verdi di Firenze, e fino ad aprile 2009 in tournée in tutta Italia.

Marianna e Robin, il magico Fra’ Tuck, il buon Little John, la maldestra tata, Re Giovanni, il crudele Guyo, lo sceriffo, ci accompagneranno in questa nuova avventura, anche se con diverse licenze narrative, scritta e musicata dal noto compositore Beppe Dati (autore di canzoni per Pausini, Raf, Masini, Guccini, Mia Martini).

D'altra parte ormai lo sappiamo tutti, Robin Hood, da oltre 800 anni non è altro che la bella avventura di un uomo che, in calzamaglia verde, può diventare un eroe, e che quindi piace a grandi e piccini.

Fin dall'inizio non possiamo non rimanere affascinati dalle scenografie di Aldo De Lorenzo, e soprattutto dai suoi alberi semoventi, cosi come dai costumi di Sabrina Chiocchio, meravigliosi e ricchi, eccetto qualche discutibile trovata, come nel caso delle guardie.

Anche le coreografie non sono da meno, anche se forse in qualche quadro ci starebbero meglio meno movimenti scenici e più danza coreografica, ma tuttavia basta vedere la danza iniziale del secondo atto per non discutere della professionalità del coreografo Fabrizio Angelini.

Gli addetti ai lavori presenti in sala però non possono fare a meno di notare come forse sarebbe stato utile un rodaggio superiore per riuscire ad amalgamare meglio tutte le varie componenti, anche se in verità il giudizio complessivo è più che sufficente.

Venendo agli attori il buon e bello Manuel Frattini forse non riesce ancora a scrollarsi di dosso il Peter Pan che è stato e che qui, a volte, e in alcune scene, sembra indossare la stessa calzamaglia di Robin Hood, forse complice anche una sceneggiatura che lo vuole anche un uomo pieno di dubbi di fronte alle avversità della vita.

Ottima prova anche per la giovane Valeria Monetti che, dopo aver lasciato diversi anni fa la scuola di "Amici" di Maria De Filippi ha trovato da tempo nel musical la sua consacrazione, rivestendo fin da subito ruoli meritati da protagonista, grazie anche alla sua bella voce.

Due menzioni d'onore super meritate a due uomini: Lello Abate, nel ruolo del frate, dalla voce possente e dalla recitazione autorevole e accattivante, e al toscano Marco Manca, dell'Isola d'Elba, che qui ci regala un mitico principe-re Giovanni dalle corde molto shespiriane, da vero attore di teatro super impegnato.

Tra le donne conquista il pubblico la nutrice, ruolo che ha sempre una buona presa sul pubblico, qui interpretata da Mimma Lovoi, una napoletana che a causa di un naufragio in Inghilterra si trova ad essere l'ombra di Lady Marianna.

“La scommessa più grande sono le canzoni – ha dichiarato Manuel Frattini – perchè il nostro è si un musical, ma non importato dall'estero, in quanto è un prodotto tutto italiano. Le musiche e le canzoni sono di Beppe Dati che è considerato un poeta. Lo si capisce in ogni momento dello spettacolo in quanto la colonna sonora ha un grandissimo cuore”.

"L'idea - ci ha confessato Beppe Dati - l'ho avuta due anni fa quando vidi i miei figli, vestiti da Robin Hood, arrampicarsi sugli alberti nel giardino della nostra casa Firenze. Se quando faccio qualcosa, questo qualcosa mi colpisce, mi prende e mi convince, è facile che prenda anche gli altri. Con "Robin Hood" è successo questo e spero di non essermi sbagliato. Vorrei che le persone uscissero dal teatro con qualcosa nel cuore, con una fiaba bellissima, che contiene pezzi della vita di ciascuno. Quando esce un disco di una mia canzone, una volta fatto, concluso, il disco ormai non dipende più da te, è come un figlio che se ne è andato e tu non puoi fare niente. Nel caso del musical, invece, il figlio è nato l'altro giorno, ma come crescerà dipenderà molto da come lo seguiremo. Questo è il teatro, ci sono piccole cose che possiamo migliorare, gli attori stessi si modificano ogni sera. E poi è la magia del pubblico che ci aiuta a fare sempre meglio".

Anche se tutti dichiarano che nessuno si è fatto influenzare da terzi, l'occhio vigile del critico, ma anche quello dello spettatore, non può fare a meno di ravvisare, in qualche canzone, cosi come in qualche quadro, o meglio nella recitazione di qualche attore, qualche atteggiamento, quasi in stile disneyano. (FM)

 
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