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      intervista

LE NOSTRE INTERVISTE

INTERVISTA DI FRANCO MARIANI

A
   
   
LUCA ARGENTERO
PAOLA CORTELLESI
PAOLO RUFFINI   

In attesa, lunedì, dei risultati del botteghino, abbiamo intervistato i tre protagonisti del film di Giambattista Avellino, “C’è chi dice no”, da venerdì in 320 sale italiane. E’ stato difficile per voi recitare in toscano?

Cortellesi: “No, recitare in toscano non è stato poi molto difficile. Io sono romana, Luca è torinese. Ci siamo fatti aiutare da una bravissima attrice fiorentina, Gloria Fossi,  che ci ha fatto da coach e che ci ha aiutato di avvicinarci, almeno avvicinarci all’accento toscano.

Argentero: “A me è capitato di fare altri dialetti. Il fiorentino è stato complicato da affrontare. Abbiamo lavorato  molto sulle singole battute, anche per cercare di andare oltre la battuta scritta. Abbiamo dovuto fare un lavoro parola per parola su tutto il copione, e portarselo dietro è stato molto faticoso. Sul dialetto abbiamo lavorato molto prima di iniziare a girare il film, non come a livello teatrale, ma quasi. E’ importante, secondo me, quando si parla in un film di una città, riuscire a portare anche il dialetto di quella città. Mi auguro, nelle sceneggiature che in futuro andrò a leggere che questo aspetto non venga sottovalutato. E’ sicuramente un aspetto complesso, ma efficace”.

Ruffini: “Non è stato semplice nemmeno per me. Quando sono arrivato sul set, io facevo il guappo. Invece Paola e Luca si facevano il cul.. con la coach, io invece me la godevo. Fino a quando il regista mi dice, ‘ma tu devi parlare fiorentino, no livornese’. Sono andato in paranoia nera. Non ne ero capace. E’ stato traumatico. Però posso dire che Argentero è molto più fiorentino di me”.


A Firenze come vi siete trovati?

Ruffini: “Mi sento voluto bene qui a Firenze. E’ stata una bella gioia girare vicino a casa. Firenze è una città che lavora, è una città che s’impegna, è una città universitaria, e quindi credo che questo tema possa prendere più piede”

Cortellesi: “Ci siamo trovati benissimo a girare a Firenze. Girare in un'altra città avrebbe sicuramente pregiudicato la fluidità dei dialoghi”.

Argentero, questa volta con la moglie?

“E’ la prima volta che siamo insieme su un set cinematografico. Noi siamo abituati comunque a prepararci insieme: se dobbiamo fare una lettura o un provino ci usiamo a vicenda, e in questo film avere lei come diretta antagonista l’ho trovato particolarmente divertente!”.

La tua interpretazione alla fine è quello che rende di più, perché?

“Grazie, non lo so. Forse perché sono stato, per ragioni anagrafiche e di percorsi, uno dei pochi universitari che si sono trovati nelle condizioni di Max: uscire dall’università e dire ‘ora che si fa’!’.

Dove vuole arrivare Argentero?

“Se rimaessi dove stò, sarebbe una cosa buona e gradita”

Com’è stato Ruffini sul set?

“Non vi rendete conto dello sforzo che abbiamo dovuto fare per recitare con Ruffini. Paolo ha una comicità innata e improvvisa molto, difficilmente fa un ciak uguale all’altro, riuscendo sempre a stupirti.”.

Cortellesi, come mai oggi la commedia è quella che attira di più al cinema?

“La commedia fa sempre bene. E’ ben voluta dal pubblico. Affrontare questi argomenti con il registro della commedia aiuta a renderlo un po’ più fruibile. Una leggerezza più garbata aiuta a parlare di cose anche sgradevoli”.

Lei oggi è al primo posto al botteghino con “Nessuno mi può giudicare”. Lunedì lo sarà sempre, e con quale film?

Cortellesi: “Speriamo. Se la gara fosse tra questi due film, non mi dispiacerebbe”.

Su Albertazzi cosa mi dice?

“Il cattivissimo Barone de Rolandis, interpretato dal Maestro Albertazzi è, secondo me, una chicca imperdibile”.

Regista Avellino: “Ho scelto Albertazzi  - “perché si farà”, interrompe la Cortellesi – “no è un raccomandato”, grida Ruffini – perché a me serviva un personaggio carismatico”. 


Ruffini, sei andato all’università?

“A differenza del mio personaggio io non sono stato all’università. Se ci fossi andato avrei ricercato altre cosa, tipo la topa, non certo i codici civili”.


Non saresti stato un topo di biblioteca ?

“Non topo di biblioteca, ma di topa..”.

Finirai per ridoppiare anche questo film?

“Argentero ci starebbe bene con la voce di Stallone. Mi hai dato una bella idea”.

Mariani Franco

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