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      intervista

LE NOSTRE INTERVISTE

INTERVISTA DI CECILIA CHIAVISTELLI

A
       
  FRANCESCO BARTOLI

Non solo attori, registi, ma anche le comparse hanno un ruolo importante, e non solo al cinema. Nelle produzioni liriche sono importantissime. Ne abbiamo intervistata una, che piace tanto alla cantante Patti Smith. Nella vita è un giovane vigile urbano, che però alla sera si “trasforma” in tanti altri personaggi.

Come ha iniziato?

“Nel 1991, quando andavo a scuola,avevo diciassette anni. Si formò un gruppo teatrale per partecipare al Festival del Dramma Antico, in provincia di Siracusa. Partecipammo con “Lisitrata” di Aristofane. Fu un gran successo e ci fu anche una replica al Teatro Romano di Fiesole. Poi ho trascorso degli anni come musicista. Quando nel 2000, cambiando lavoro, mi sono ritrovato con mezza giornata libera, ho ricominciato a frequentare dei laboratori teatrali:  uno mi ha dato tante soddisfazioni per quanto riguarda la creatività, da quello che può essere il semplice movimento del corpo ai colori su un palco. Abbiamo fatto diversi spettacoli in vari teatri, aprendo spesso l’Estate Fiesolana. Nel 2003, quando la regista fu chiamata all’Opera Festival, selezionò alcuni di noi, e così mi sono trovato catapultato nel campo della lirica”.

Come è stato questo passaggio?

“Per me era un mondo completamente sconosciuto. Mi sono ritrovato a fare la comparsa in mezzo a solisti famosi, con coristi di elevata qualità. La prima volta è stata con la “Carmen” di Bizet, poi “Rigoletto”, “Traviata” e tante altre opere importanti. Ho iniziato anche a cantare nel coro”.

Anche al di fuori dalle opere classiche?

“Ho fatto di tutto, tra cui un’opera inedita, “Francesco”, con libretto scritto da Daniele Bacci, e le musiche del maestro Odori. Un’opera lirica su San Francesco d’Assisi che abbiamo portato a giro per l’Italia”.

Quale ruolo faceva in quest’opera?

“Interpretavo il ruolo di un frate. Ad oggi le mie interpretazioni hanno spaziato, dal travestito, con tacchi a spillo di dodici centimetri e minigonna leopardata, al torero, all’egiziano”.

Tutti gli anni deve sottoporsi ai casting?

“E' il regista che sceglie. Per produzioni importanti, alle quali ormai partecipo stabilmente, il regista richiede un impegno giornaliero, all’incirca un mese prima, con prove prima separate, a seconda dei vari gruppi, per poi interagire tra gruppi, ritrovandosi tutti insieme all’antegenerale. Non ci sono orari, mentre la paga, o meglio un rimborso spese, è a replica, e dipende dal tipo di ruolo. Si parte da un minimo di 25 euri, già tassati, in su. Pagamento in contanti all’ultima replica. Spesso fai pari con le tue spese vive di trasporto. E’ una passione. Ci vuole molta umiltà e affidarsi in toto al regista”.

Il ruolo che gli è piaciuto di più?

“Alla mia prima esperienza lirica ho interpretato il torero, che non era una figura parlante e cantante, ma in scena avevo trenta secondi solo per me. Una grande emozione”.

Cecilia Chiavistelli

     © 2011 - Tutti i diritti riservati a Ciak Toscana, Il Nuovo Corriere e a l'autore

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