
LE NOSTRE INTERVISTE
INTERVISTA DI FRANCO MARIANI
A
CECCARELLI E BERTI
I Colleghi Elisangelica
Ceccarelli e Federico Berti sono dal 1990 i critici cinematografici di TVR
Teleitalia, prima emittente televisiva regionale della Toscana a dedicarsi
totalmente al mondo di celluloide con una trasmissione televisiva ad hoc,
andando in trasferta in Italia e all'Estero per partecipare con la loro troupe
ai più importanti Festival Cinematografici.
In oltre dieci anni hanno
collezionando oltre 1.000 interviste ad attori italiani e stranieri; un record
che non trova riscontro in nessuna Emittente privata italiana.
"GRANDE CINEMA"
va in onda su TVR Teleitalia tutti i mercoledì alle ore 19,30 e in replica il
venerdì alle ore 23,00 e la domenica alle ore 12.
1) Come e quando è
nato in voi l'amore per il grande schermo ?
ELISANGELICA: L'amore per
il cinema è nato, istintivamente, fin dalla prima adolescenza. Ricordo che a
15-16 anni le mie amiche la domenica pomeriggio andavano in discoteca. Io
preferivo chiudermi in una sala cinematografica a vedere films di vario
genere. Allora c'erano ancora le cosiddette sale d'essai, e piano piano
iniziai a rivedere anche vecchi films, dei primi anni '70 ma anche degli anni
'60. Mi sono avvicinata così al cinema d'autore, in particolare di quello
europeo ( ricordo di aver visto "Il diavolo probabilmente" di
Bresson, " Fino all'ultimo respiro" di Godard, "Blow up" e
"Zabriskie Point" di Michelangelo Antonioni, "I tulipani di
Harleem" di Brusati etc). In quel periodo in Italia andavano per la
maggiore i films interpretati da Terence Hill e Bud Spencer. Frequentando
queste sale "specializzate" intuii che esisteva un cinema diverso,
fatto di contenuti. Un cinema che non faceva solo divertire ma anche e
soprattutto pensare. Essendo allora una ragazzina molto introspettiva, trovai
in questo tipo di cinema una risposta a tante mie domande. O comunque mi resi
conto che c'era chi si poneva i miei stessi quesiti. Fu così che iniziò il
mio amore per il cinema.
FEDERICO: Credo
dal primo giorno di vita o giù di lì. Non ricordo momenti della mia vita
senza il cinema. E’stato prima di tutto un amore, una passione. Poi uno
studio, all’Università di Firenze presso la facoltà di Magistero, e infine
un lavoro. In questo sono stato molto fortunato. Trasformare un hobby in uno
studio e poi in un lavoro non succede tutti i giorni ed è un po’ il sogno
di tutti. Fondamentale è stata “l’educazione all’immagine” trasmessa da
mio padre che è un grande fotografo. E’ stato lui a portarmi al cinema fin
da piccolo scegliendo spesso dei film “importanti”.
2) Qual'è il film in
assoluto che vi ricordate di aver visto per la prima volta al cinema, e
quello invece a cui siete affezionati ?
ELISANGELICA: Il primo film
che ricordo di aver visto al cinema è " Un maggiolino tutto matto".
Quello a cui sono affezionata è "I tulipani di Harleem" perchè mi
avvicinò al cinema d'autore. Però i films che amo di più sono
"Inseparabili" di Cronenberg, "Il marito della
parrucchiera" di Leconte, "Mulholland Drive" di Lynch e "Dogville"
di Lars Von Trier.
FEDERICO: La
prima volta che sono entrato in una sala cinematografica equivale al mio più
vecchio ricordo (insieme all’alluvione
di Firenze). A soli tre anni mio padre mi portò a vedere “Fantasia” di
Walt Disney al Cinema Arlecchino, oggi sala a luci rosse, ma all’epoca “sala
normale”. E cosa successe ? Io rimasi assolutamente scioccato durante la
sequenza dell’apprendista stregone. Iniziai a piangere a dirotto e a mio
padre non rimase altro che uscire dalla sala dispiaciuto. Poco tempo dopo,
altro tentativo. Questa volta al cinema Gambrinus, con la famiglia al
completo. Il film era “Rita la zanzara” con Rita Pavone e Giancarlo
Giannini per la regia di Lina Wertmuller. E questa volta il film era di mio
gradimento ma ad un tratto la proiezione si interruppe. La direzione del
cinema invitava il pubblico (numerosissimo) ad abbandonare la sala per paura
dello straripamento del vicino fiume Arno. Con ordine e con tranquillità,
senza allarmismi, gli spettatori uscirono. Nella notte successiva Firenze fu
“invasa” dal fiume. In seguito il mio rapporto col cinema è diventato
più “tranquillo”. Negli anni la “media” annuale è arrivata anche a
150 film. Credo che da 20 anni a questa parte non sia mai scesa sotto i cento
film all’anno. Anche quando pagavo il biglietto!!!!! Per quanto riguarda i
miei cult movies ? Sono molti. Al primo posto “Professione reporter” di
Michelangelo Antonioni. E’il film più bello che ho visto nella mia vita. La
prima volta a 13 anni ne rimasi folgorato. Poi l’ho rivisto tante volte,
anche all’Università. Ci fu spiegata l’ultima sequenza. Tra gli altri
amori “L’appartamento” di Billy Wilder, “Psycho” di Alfred Hitchcock,
“L’ultimo metrò” di Francois Truffaut. Tra i miei preferiti tanti film
italiani di Fellini, De Sica e Visconti e molta commedia all’italiana. Un
mio “classico” è “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola.
3) Quando, come e perché avete
deciso di realizzare il vostro rotocalco televisivo dedicato al cinema ?
ELISANGELICA: Io e
Federico ci frequentiamo dai primi anni '80 e spesso parlavamo di cinema,
scambiandoci giudizi ed opinioni.. Nel 1990, poiché già da tempo lavoravo
a TVR Teleitalia, pensai di realizzare un settimanale televisivo che si
occupasse di cinema, non solo a livello informativo ma anche critico. Era
un'impresa difficile da realizzare da sola così pensai di proporre la mia
idea a Federico che ritenevo una persona preparata, oltre che piacevole da
frequentare. Lui accettò con entusiasmo e così è iniziata la nostra
avventura.
FEDERICO: E’stato
tutto molto casuale. Tornando dal servizio militare un giorno accendo la Tv e
vedo una ragazza bionda molto competente che parlava di cinema e che proponeva
dei quiz sulla settima arte. Iniziai a telefonare e a vincere. Poi ci siamo
conosciuti andando spesso a ritirare i premi. Siamo diventati amici, “
compagni di visioni cinematografiche” e poi colleghi. Ufficialmente il
programma “Grande cinema” è iniziato nel settembre 1990. In precedenza
Elisa da sola aveva già realizzato una prima versione ed io stesso ero stato
ospite in un suo talk show come esperto di cinema. La prima volta per
commentare l’edizione dell’Oscar 1983 in cui stravinse “Gandhi” di
Richard Attenborough.
4) Avete intervistato il fior
fiore degli attori, registi, e personaggi che ruotano al mondo del cinema di
tutto il mondo; credo che nessuno, perlomeno in Italia, vi possa superare in
questo. Sempre presenti a Venezia e a Cannes e forse un giorno, sono sicuro,
vi vedremo anche a Los Angeles per raccontare gli Oscar. Avete mai fatto un
bilancio di quante interviste avete fatto ?
ELISANGELICA: Ti
dirò che anni fa, il giornalista Ruggero Orlando ci propose di andare con lui
a Los Angeles proprio per fare un servizio sugli Oscar! Io ho rifiutato per un
motivo banale ma per me importantissimo: ho il terrore dell'aereo! Questo per
dirti che l'occasione l'abbiamo già avuta... Tornando alla tua domanda ti
rispondo che abbiamo intervistato più di 900 interviste! Un bel numero!
FEDERICO: Le
interviste realizzate in 13 anni di “Grande cinema” sono circa 900. Un
bell’archivio a cui vanno aggiunti molti specials. Dai festival di Cannes e
Venezia, ma anche dal set di alcuni film in lavorazione.
5) Quali sono state,
soprattutto motivandocele, le interviste/personaggi che ricordate con
più piacere e quelle che vorreste dimenticare ?
ELISANGELICA: Le
interviste che ho fatto con piacere sono tante! L'ultima l'ho realizzata
qualche giorno fa al regista Citto Maselli. Al termine dell'intervista mi ha
ringraziato per le domande fatte dicendomi che erano fra le più intelligenti
che avesse mai ricevuto e che avevo fatto delle osservazioni molto acute. Poi
mi ha abbracciato e baciato (sulla guancia) ! Inutile dire che i suoi
apprezzamenti mi hanno fatto molto piacere anche perch[ considero Citto
Maselli uno dei registi più interessanti del panorama cinematografico
italiano. Un'altra intervista che ricordo con molto piacere è quella a Jeremy
Irons per il semplice motivo che è il mio attore preferito. E poi ricordo con
piacere tutte le interviste fatte ad attori o registi che hanno cose
interessanti da dire e che stimo per quello che fanno. Ad esempio: Bernardo
Bertolucci, Alberto Sordi, Giancarlo Giannini, Wim Wenders e tantissimi altri.
Quelle che vorrei dimenticare sono poche: una intervista realizzata tre anni
fa a Nancy Brilli la quale mi rispondeva in maniera irritante mettendomi in
difficoltà, ma in altre occasioni è stata invece molto carina, e a Gian
Maria Volontè, purtroppo morto, che volle sapere in anticipo tutte le domande
che avrei voluto fargli, mentre io invece amo improvvisare, dopo che
aveva appena interrotto una intervista con una giornalista tedesca mettendosi
ad urlare e dopo aver rifiutato di parlare con un giornalista di RAIUNO, anche
in questo caso trattandolo malissimo. Ero terrorizzata ma riuscii a fargli
ugualmente una piccola intervista. Ricordo ancora quei momenti come un'incubo
professionale. Misurai tutte le parole cercando di non irritarlo.
Un'esperienza da dimenticare.
FEDERICO: Le
migliori sono per fortuna tante; le peggiori poche. Per quanto mi riguarda
ricordo l’ emozione nell’avere accanto Kenneth Branagh arrivato a Firenze
per presentare la sua versione integrale de "LAmleto". C’era
anche Kate Winslet pochi mesi prima dell’uscita del “Titanic”, quindi
come si dice in queste occasioni…non se la filava nessuno. Anche l’anteprima
mondiale di “Io ballo da sola” a Siena fu un bello scoop con l’intervista
a Bernardo Bertolucci e il grande Jeremy Irons. Tra le interviste da ricordare
quelle con Paolo e Vittorio Taviani, tutti gli incontri con l’insuperabile
Giancarlo Giannini, la “prima volta” con il fascino di Claudia Cardinale,
le due chiacchierate con Alberto Sordi, l’incontro con Michel Piccoli. E poi
le tante interviste fatte ad alcuni personaggi che abbiamo iniziato a seguire
quando erano agli esordi come Margherita Buy e Francesca Neri. Entrambe le
abbiamo seguite dai primi film diventando nel tempo…non dico amici, ma senz’altro
buoni conoscenti. Tra le interviste più difficili senz’altro quella a Nanni
Moretti; e mi dispiace dirlo perché io sono morettino da tempi non sospetti,
da quando a 15 anni andai al cinema a vedere “Ecce bombo”. Anche Gillo
Pontecorvo non è certo un personaggio facile.
6) Ci volete raccontare qualche
episodio curioso che vi è accaduto durante questi anni ?
ELISANGELICA: Di
curioso al momento non mi viene in mente niente. Forse Federico...
FEDERICO: Ci
sono mille aneddoti da raccontare; prima durante e dopo le interviste. Mi
limiterò a ricordare cosa mi successe quando andai ad intervistare Lina Sastri,
grande talento di attrice ma anche donna di “forte temperamento”. Non
essendo io per niente superstizioso ebbi la malaugurata idea di indossare,
sotto la giacca, una maglietta viola, colore che in Teatro si dice porti iella
(in ricordo di quando un tempo durante il periodo quaresimale,
contraddistinto dal colore viola, la Chiesa proibiva di andare a Teatro e
questi per 40 giorni stavano chiusi lasciando senza paga gli attori, da
qui.... ndr) . Entrando in camerino non mi sarei certo immaginato di
provocare in Lina Sastri una reazione del genere. In sintesi posso dire che
da buona napoletana mi “invito’”ad uscire immediatamente dal camerino e togliere subito la maglia viola
altrimenti non mi avrebbe concesso l’intervista. E così feci.
7) Ognuno di voi dica un pregio
e un difetto dell'altro.
ELISANGELICA: I
pregi di Federico sono tanti. Ne dico due: competenza e simpatia. Il suo
difetto è quello di parlare la trasmissione senza pensare troppo al tempo che
passa. Così a volte ci troviamo in difficoltà a rientrare nei 55 minuti
della durata di "Grande Cinema".
FEDERICO: Elisa è una cara amica. E come in tutti i profondi rapporti di
amicizia i pregi e i difetti sono difficili da individuare. Cioé…ci sono ma
sono da tempo in sintonia con i pregi e i difetti
dell’altro. Tra i pregi ….beh, forse mi piace il suo “rigore morale” che la porta ad essere una persona di altri tempi un po’
come penso di essere io. Spesso ci meravigliamo insieme di come va il mondo.
Ma la “meraviglia” è un eufemismo.Il suo difetto ? Ce n’è uno che con
il tempo sono riuscito a “contenere”. E’ molto “repentina” nel
cambiare idea sul lavoro. Cambia spesso idea riguardo anche le piccole cose. E
per uno come me che raramente cambia idea non è facile seguirla. Anche nella composizione della scaletta della
trasmissione, so che quello che andiamo a decidere sarà rivoluzionato nel
giro di pochi minuti. Io in questo sono l’opposto; del resto le mie origini
tedesche mi portano a non mettere mai in discussione ciò che decido, e questo
forse non è un pregio ma un difetto. Quindi per concludere… quello che io
ritengo possa essere un difetto di
Elisa, probabilmente è solo l’opposto di un mio difetto.
8) Federico, tu hai
avuto, credo anche se non con ricordi bellissimi, un esperienza di lavoro nel
mondo del cinema. Vorrei chiederti due cose: la prima come ricordi
quell'esperienza, e la seconda, visto che anche ultimamente ad Elisangelica un
regista fiorentino ha proposto di scritturarla per un film, come la
vedresti in veste di attrice ?
FEDERICO: Si’
è vero. Ho fatto l’assistente alla regia ad Alessandro Benvenuti per il
film “Caino e Caino” girato
interamente a Prato nell’estate del 1992. Fu una esperienza molto faticosa e
forse deludente. Dopo quattro mesi di lavoro arrivai ad una conclusione; chi
ama il cinema non dovrebbe mai farlo. Girare un film, avere quel tipo di
esperienza “allontana” dal cinema perché è tutt’altro che divertente.
Forse altri possono dire il contrario ma io onestamente non ho più “cercato”
in quel senso. La cosa più bella della lavorazione ? Senz’altro Alessandro
Benvenuti. Lui ha cercato di mantenere il suo self control, ha cercato di “contenere”
i malumori e alla fine ha lasciato un buon ricordo a tutti. Nel corso degli
anni ci siamo incontrati tante volte e abbiamo ricordato insieme quell’esperienza.
Per sua stessa ammissione si è trattato anche per lui di una esperienza
difficile, legata al suo peggior film. Se
avessi voluto avrei potuto “bissare” con un altro regista importante ma
sinceramente il cinema preferisco vederlo sul grande schermo. Semmai sono
altre le professioni legate al cinema che mi interesserebbero. Per quanto
riguarda un ruolo per Elisa in cinema… Le
forti personalità come lei non possono “interpretare” un ruolo, possono
solo “portare” se stesse…magari in un ruolo cameo.
9) E tu Elisangelica in quale
ruolo pensi, anche se non in quello di attore, che Federico possa
avere una chance di successo nel variegato mondo del Cinema ?
ELISANGELICA: Come
Sceneggiatore; se permetti, Franco, ti dirò quale ruolo avrei voluto
interpretare se fossi stata un'attrice: il ruolo della Galiena in "Il
marito della Parrucchiera".
10) Siete due affermati
giornalisti e critici cinematografici, ebbene come recensite il nostro
rotocalco ciaktoscana ?
ELISANGELICA: CIAKTOSCANA
è un rotocalco simpatico e utile. Una guida importante per conoscere e
districarsi fra quello che offre il panorama cinematografico mondiale.
FEDERICO: Il
vostro sito è molto, molto, molto carino ed interessante. Sia per i contenuti
e sia per la parte grafica. Complimenti!!!! Mi verrebbe voglia di
collaborarci!
11) In conclusione come vedete
questa nuova stagione cinematografica e in generale il cinema italiano, quello
americano, europeo e/o mondiale in generale?
ELISANGELICA: Non
so rispondere perchè io, per abitudine, mi informo poco su ciò che dovrà
uscire e su quello che è in preparazione. Preferisco vedere i films e
giudicarli di volta in volta senza sapere niente precedentemente. Anche le
critiche le leggo solo dopo aver visto il film (per non essere influenzata).
In generale comunque amo poco il cinema americano (quello basato sugli effetti
speciali) e certi film non vado, per scelta, neanche a vederli. Penso sia una
posizione critica anche scegliere di NON vedere.
FEDERICO: E’
una stagione molto strana…che pare stenti a decollare. Naturalmente ho già
visto molti film alcuni dei quali come l’ultimo di Allen mi hanno molto
deluso. I miei preferiti in questa stagione sono: “Piccoli affari sporchi”
di Stephen Frears, “Buongiorno notte” di Marco Bellocchio, “The
dreamers-I sognatori” di Bernardo Bertolucci. Tra le deulusioni anche “Mio
cognato” di Alessandro Piva. Dopo la “Capagira” mi aspettavo molto.
Comunque credo che le più belle emozioni degli ultimi mesi sono arrivate
durante questa lunga estate calda con “La meglio gioventù” di Marco
Tullio Giordana. Un capolavoro!
SE
PERMETTI FRANCO,
NEL
RINGRAZIARTI PER QUESTA INTERVISTA
INVITIAMO
TUTTI I VOSTRI LETTORI
A
VENIRCI A TROVARE SU TVR
CIAO A TUTTI DA
ELISANGELICA E FEDERICO.
Copyright
© Redazione Ciak Toscana e a l'autore dell'intervista - Tutti i diritti
riservati

