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      intervista

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INTERVISTA DI FRANCO MARIANI

A

 DIEGO RONCISVALLE 

 

A distanza di diverse settimane il film "Gli Argonauti" di Diego Roncisvalle, uscito in poche sale in Italia, continua a girare per il nostro paese con proiezioni organizzate da Circoli, Università. Una particolarità per questo film che è stato girato in soli 23 giorni. Come hai vissuto questa esperienza  Diego ?

Si, il film è stato girato in 23 giorni; non per i classici motivi con cui il cinema si misura, ovvero quello di un nemico da sconfiggere: il tempo, e il tempo è l'equazione con il budget. Io avevo un budget limitato, 1 miliardo e 300 milioni di vecchie lire, e volevo girare il film in Sicilia, nei luoghi dove la storia è ambientata. Ci sono riuscito, grazie soprattutto agli attori, Marisa Fabbri (qui alla sua ultima interpretazione prima di morire) Laura Betti, Paolo Bonacelli, che venendo dal Teatro sono attori a tutto tondo.

Perché hai deciso di realizzare un film dal romanzo di tuo padre ?

Ho preso a pretesto il romanzo di mio padre perché mi dava la possibilità di raccontare tutto quello che a me stava a cuore, soprattutto le atmosfere di una certa Sicilia, essendo io per metà siciliano, e la distanza romana, la città in cui vivo, creava in me delle elaborazioni che mi hanno spinto a raccontarle.

Sei famoso soprattutto per aver girato dei documentari in Vaticano. Come è stata questa esperienza ?

E' nato tutto per un caso. Ho avuto questa particolare esperienza di girare in Vaticano, per 4 mesi e mezzo, un documentario su Papa Giovanni Paolo II, per realizzare una sua biografia filmata. E' stata certamente un'esperienza particolare, perché ho avuto modo di visitare dei luoghi interni ai Palazzi Vaticani molto affascinanti, e dove il grande pubblico non vi accede, e per questo resi ancora più interessanti. Poi il Vaticano ha un fascino tutto suo per questo alone di mistero che circonda l'interno dei suoi magnifici palazzi. E' qui che ho avuto l'idea di far interpretare il ruolo del Vescovo nel film "Gli Argonauti" a Marisa Fabbri, che è una donna, e che ha ben saputo interpretare questo ruolo.

E Paolo Bonacelli come si è comportato sul set ?

Ha dato il suo apporto estremizzando il suo ruolo nel contesto.

Stai lavorando a qualcosa ?

Sto scrivendo una sceneggiatura, ma non in costume, che ha delle annotazioni noir. A me piacciono molto questi aspetti misteriosi, che derivano da una mia crescita, quand'ero bambino, di spettatore di film gialli. Spero di potermi misurare su questo fronte. E' tutto in fase di sviluppo e quindi è ancora presto per dire qualcosa di più preciso.

Come è stato lavorare col proprio padre, autore del romanzo da cui il film è tratto e della sceneggiatura ?

Alla fine gli ho stravolto tutto il romanzo, anche se la storia è quella, e i dialoghi sono rimasti quelli, anche se ho dovuto aggiungere qualcosa; tuttavia è rimasto contento. La battuta che ama spesso dire è questa: "E' uno dei pochi casi dove l'autore della sceneggiatura è anche autore del regista". 

A prescindere da tutto è rimasto veramente molto soddisfatto.

Franco Mariani

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