
LE NOSTRE INTERVISTE
INTERVISTA DI FRANCO MARIANI
A
GABRIELE MUCCINO
Gabriele qual'è il tuo
rapporto con i tuoi fans ?
Sono sempre molto incredulo
davanti alla tenacia di alcuni miei sostenitori nel gestire un sito, nel creare un fans club, nel dibattere, nel litigare con
quelli che non la pensano come loro, e che magari non amano il mio cinema. Lo
hai visto tu stesso con i
tuoi occhi prima d'intervistarmi quando mi si è avvicinata una mia "fans"
fiorentina che cura una dei principali siti internet che mi sono stati dedicati.
Hai visto che tipo di rapporto abbiamo tra "di noi". E'
molto incoraggiante! Ti dà una lontana consapevolezza
di quello che si fa per loro. Tu inizi a pensare un po' a come
loro ti vedono, il che è molto curioso. C'è uno scollamento da quello
che tu sei e quello che sei diventato. E' un meccanismo molto eccitante,
ma anche alienante, perché non capisci bene cosa sei e che cosa sei diventato
ai loro occhi. Ho una grande fortuna in questo
senso, che è quella di essermi costruito un pubblico che ama i miei film, e
che, in qualche modo, si sta affezionando al mio modo di raccontare e di
raccontarli; racconto storie di persone che siano vere e che corrispondano anche
a coloro che vanno a vedere i miei film.
Quest'estate, cosa insolita
per il nostro paese, Medusa ha avuto l'idea di far riuscire alla grande il tuo
film, con serate dove tu sei presente per parlare col pubblico, e in
contemporanea con l'assegnazione di importanti premi cinematografici che vedono
sempre il tuo film in pole position. Come vivi questo momento particolare ?
Trovo che sia una grande
possibilità quella che Medusa si è voluta concedere: quella di far
riuscire un film, un film che loro stessi considerano importante, e farlo
riuscire nelle sale di tutta Italia in un momento della stagione che non è
affollato da tanti film, offrendo la possibilità a chi non l'ha visto di
vederlo. Lo vivo con un po' d'orgoglio,
che mi fa molto piacere condividere con Medusa. Tutto sommato è una operazione
molto bella. Generalmente si fa questa
operazione quando il film è andato male, in questo caso invece il film è
andato benissimo.
Come è cambiata la tua
vita dopo esser riuscito ad ottenere l'affermazione come uno dei migliori
registi italiani, conosciuti e apprezzati anche all'estero ?
E' cambiata la percezione. Sto piano piano capendo che nella
Società ho assunto un ruolo che prima non mi sognavo di avere. E che è un ruolo di narratore. Faccio ancora fatica a gestirlo
questo ruolo. E' come se mi mancasse ancora la
capacità di diventarne consapevole. Sento che il pubblico mi vede in
un modo con cui poi devo fare i conti. I miei film diventano
significanti di un'esperienza con la quale devo fare i conti. In realtà nella mia vita vera
non è cambiato poi nulla, anzi poco, molto poco: sono sicuro e insicuro di me
alla stesso modo, esperto ed inesperto allo stesso modo.
Quando inizierai a lavorare
al prossimo film ?
Inizierò a scrivere tra pochi
giorni. Mi sento molto ispirato in questo
caso, e non vedo l'ora di mettermi al lavoro. Ho una sorta d'urgenza molto
forte, e non vedo l'ora di trasformare in parole su carta i miei pensieri. Spero di girare a
gennaio/febbraio del prossimo anno.
Com'è Gabriele Muccino come
padre ?
Muccino padre è molto
responsabile, come lo è Muccino regista, ed è molto attaccato all'educazione e
ai ruoli. Forse Muccino regista lo è un
po' meno. Ma Muccino regista non è
saccente. Quando faccio il regista non
cerco d'insegnare nulla a nessuno; cerco solo di raccontare il mio modesto modo
di vedere le cose. Quando insegno ad un figlio devo saperne di più.
Franco Mariani
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