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      intervista

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INTERVISTA DI FRANCO MARIANI

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  GAETANO GENNAI 

Gaetano Gennai, come le donne, non dice l’età. Nel suo dna, nonostante venga da Messina, troviamo Tele Libera Firenze, Lady Radio, Telemontecarlo, Rai, Mediaset.

Gaetano artisticamente quando e come hai iniziato?

“Ho iniziato scrivendo dei testi all’età di 16 anni per Giorgio Ariani quando faceva le trasmissioni su Tele Libera Firenze. Giorgio era nell’agenzia di Cencio Marangoni, che aveva anche Beppe Grillo,  Troisi, la Smorfia, Pino Caruso, e quando facevano le serate in zona era prassi che ci si ritrovasse tutti assieme anche a mangiare alla stessa tavola. Le battute che scrivevo per Giorgio Ariani, e che lui non reputava fossero giuste per il suo target, le smistava a Beppe Grillo, a Roberto Benigni ecc.  Un giorno Grillo mi disse: ‘Ma perché non fai cabaret anche tu?’ Io gli risposi che non avevo materiale a sufficienza. Fu a questo punto che Giorgio mi disse: ‘C’è un ragazzino che mi telefona sempre e in segreteria mi lascia l’imitazione di Beppe Grillo. Ti passo il numero cosi vi mettete insieme e fate uno spettacolo diviso in due’. Quel ragazzino era Leonardo Pieraccioni. Il 2 aprile del 1983 abbiamo fatto insieme il nostro primo spettacolo, che era poi la prima uscita pubblica per tutti e due”.

Qual è fu il  compenso della vostra prima volta?

“Scherzi? All’epoca pagammo noi. Noleggiamo una discoteca- circolo a Brozzi, ‘Dynasty’ , per 240 mila lire, che recuperammo tutte, a onor del vero,  vendendo gli inviti gratis ai nostri amici”.

Poi?

“Poi a Tele Libera Firenze feci il ‘notiziario dei Becchi’, una trasmissione che ancora si ricorda, dove, su una cartina di Firenze,  si metteva le bandierine in base alle notizie dei Becchi che ci arrivavano dai telespettatori. Si durò un anno, mitico, poi fu venduta la frequenza dell’emittente”.

Botte da parte dei becchi le hai prese?

“In generale no. Ma una volta, a Prato, di fronte all’Agenzia delle Entrate, già un luogo triste di suo, chiesi ad una ragazza: ‘Che tu sappia, in questa zona, come siamo messi a corna?’ Questa, senza pensarci su, incominciò a prendere a borsate me e il cameraman. Poi venimmo a sapere che il giorno prima aveva beccato il fidanzato a letto con un'altra, e pensava che ci avesse mandato il fidanzato per prenderla in giro”.

A Tele Libera c’era anche la nostra Cesara Buonamici, che ricordo hai di lei?

“Eccezionale, una donna brillantissima, si vedeva che era destinata a grandi spazi. D’altra parte, per me, come per gli altri toscani, lavorare a Tele Libera Firenze o in altre emittenti private, è stata una palestra eccezionale, che ci ha preparati per quando poi siamo passati alle televisioni nazionali”.


In televisione si guadagna di più come comico o autore?

“In televisione si guadagna, almeno nel mio caso, più o meno lo stesso, come autore però si guadagna di più in quanto c’è anche l’aspetto Siae”.


E la famiglia?

“Ho un bambino, Alessandro, di 12 anni, alto un metro e 75, che se mi vedesse di più sarebbe sicuramente più contento, anche se ora viene a vedere i miei spettacoli. Non è facile. E’ un grosso sacrificio, più che per te, sicuramente per la famiglia. Ci vuole dietro una donna veramente in gamba, che sappia sostituirti in certi momenti, che sappia spiegare ai figli che è necessario che sia così. Poi se hai la fortuna di avere un ragazzo in gamba, come mio figlio, poi lo riescono a capire, ma non certo puoi pretenderlo che lo capiscano a sei anni”.


Attore, autore, e regista quando?

“Ho fatto un dvd comico, ‘Mucho Macho’ con Ela Weber, Andrea Agresti e sono sulla buona strada per realizzare il mio primo lungometraggio. Non ho il coraggio di fare la regia, perché non mi riesce, ma avendo ‘spiato’ sia con il dvd, e spiando come attore e autore del lungometraggio, spero poi di avere una terza occasione, e di provare quello che, come mi dicono chi il regista lo sa fare davvero, è una grande emozione”.

Come autore per chi vorresti scrivere?

“Il mio sogno sarebbe di scrivere, a posto di Camilleri, una puntata di Montalbano, perché Zingaretti mi fa impazzire. Direi Grillo se facesse ancora il comico, ma mi sembra ‘spostato’ su altre cose. Forse per Proietti, uno dei grandi maestri rimasti, per cui sarebbe veramente un onore”.


Ti sei mai chiesto se avresti il successo che hai se non tu fossi nato toscano?

“Non me lo sono mai posto, ma l’accento sicuramente aiuta, aiuta tanto. Io credo che i toscani, napoletani e romani sono più avvantaggiati  rispetto agli altri, forse i toscani  più di tutti perché nell’immaginario collettivo siamo tutti burloni, siamo tutti da ‘Amici miei’, da schiaffo alla stazione, che poi tutto sommato, penso, fondamentalmente, che sia vero”.

Franco Mariani

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