
LE NOSTRE INTERVISTE
INTERVISTA DI CECILIA CHIAVISTELLI
A
GIUSEPPE GIACOBAZZI
Giuseppe Giacobazzi è un comico romagnolo di successo, dal 2007 arruolato nelle prime file di Zelig, uno degli show di punta di Canale 5, dove racconta vicende di vita quotidiana con una mimica e un umorismo originali.
Lei è stato spesso presentato come poeta romagnolo vinificatore, come mai?
“Perché ero appassionato di vino, per cominciare, e quindi descrivevo il mio mondo di vinificatore. Questo è stato il primo monologhino del personaggio. E poeta perché facevo le poesie, facevo e decantavo poesie, solo che erano più belli i pezzi di racconto che intramezzavano le poesie, delle poesie stesse, per cui ho smesso di fare poesie”.
Ha iniziato in radio?
“Si. Ho incominciato in radio. Facevo un programma notturno che andava in onda il venerdì sera alle 10 e andava avanti fino alle 7 del sabato mattina. Fantastico”.

Lei affronta nei suoi spettacoli e nelle performance televisive la vita quotidiana degli italiani e anche la loro difficoltà nello stare al passo con i tempi, perché?
“Si, ma penso che non sia solo una questione italiana, penso che sia proprio una questione globale ormai. È la nostra difficoltà a rapportarci alla tecnologia, a rapportarci alla velocità del tempo che corre, e che porta a non avere tempo per noi, ed essere sempre succubi e schiavi di un orologio. Quindi questo influenza anche i rapporti”.
C’è una performance alla quale è particolarmente legato?
“L’ho fatto a Zelig quest’anno, e quello che faccio a Zelig di solito lo tolgo dagli spettacoli, ed è un pezzo meraviglioso in ricordo di un mio amico con il motorino quando si schiantò frenando con il freno a disco davanti. Un episodio straordinario”.

Nel suo ultimo spettacolo, ancora in tour, è sempre protagonista sua moglie, come mai?
“Mia moglie come sempre aleggia nello spettacolo. C’è una parte, proprio la parte finale, dedicata proprio al rapporto mio con mia moglie. Ma è un rapporto che ha un qualunque uomo con una qualunque donna, che ha deciso di sposare e di condividere la propria vita in comune”.
In questo spettacolo parla anche di reality?
“Si, fanno parte ormai della nostra vita. La comunicazione ci insegna che fare un reality è fondamentale e quindi non posso non trattare i reality. E per quelli dei non famosi e per quelli dei famosi”.
La televisione comunque ti ha dato tanto anche a Zelig?
“Assolutamente! Grazie a Zelig. Ma io lo dico sempre nei miei spettacoli. La televisione è nata per uno scopo nobile e poi diventa negativa quando viene usata male. Ma ci sono tanti programmi che vale la pena, fortunatamente, di guardare”.

Parte dalla radio, arriva alla televisione e ritorna in radio?
“Continuo a fare radio. Ho una striscia quotidiana su una radio regionale, Radio Italia anni ’60, e mi diverte molto. La radio rimane comunque il primo amore”.
Cecilia Chiavistelli
© 2011 - Tutti i diritti riservati a Ciak
Toscana, Il Nuovo Corriere e a l'autore