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INTERVISTA DI FRANCO MARIANI

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   MATTEO PETRINI 

Domenica 3 aprile 2011 alle ore 21 al cinema Odeon di Firenze anteprima del film “Questo mondo è per te” del regista Francesco Falaschi, ambientato tra Grosseto e a Follonica, interpretato dal giovane e promettente Matteo Petrini, da Eugenia Costantini, figlia dell’attrice Laura Morante, da Cecilia Dazzi, Paolo Sassanelli, Paolo Mignone , Edoardo Natoli, Fabrizia Sacchi.

Grossetano, venticinque anni, filmaker uscito dalla scuola di cinema di Falaschi, con il quale ha già collaborato in alcuni corti dal 2003.


Matteo, complimenti ma lo sai che sei proprio tosto in questo film?


“Ti ringrazio! Tosto, boh? Certo alcune situazioni della mia vita mi hanno sicuramente costretto a crescere, su alcuni aspetti, molto prima; magari su altri sono ancora ragazzino; e non la vedo come una cosa negativa, anzi può essere una forza rimanere “bambino” dentro”.

Che cosa ti ha portato, dentro, interpretare il personaggio di Teo, il protagonista ?

“Teo mi ha insegnato ad essere più me stesso”.

Ma Matteo si è comportato come Teo, con i professori all’esame di maturità?

“Mi sarebbe piaciuto, forse, però probabilmente non lo avrei fatto, anche perché la mi mamma ha sempre fatto la maestra. Non avrei fatto in quel modo, forse avrei agito più di furbizia. Sono timido e parecchio emotivo, e soprattutto agli esami in Università questo gioca a mio sfavore”.

Cosa dicono in famiglia della tua interpretazione?

“Sembra strano ma spesso la vita mette davanti ai genitori delle cose, delle situazioni che non gli fanno capire chi veramente sei come figlio. Ora che mi vedono “proiettato” fuori, su un grande schermo, sto già vedendo che gli aiuta a capire di più me stesso, la mia persona, i miei gusti, anche se io ho sempre parlato con i miei genitori, perché ho grande in me il senso di famiglia”.

Ma chi è veramente Matteo Petrini?

“Nella vita ho bisogno sempre di stimoli nuovi, e il fatto che c’era questa sfida più grande, all’interno di una cosa che mi piace come il cinema, mi ha motivato ancora di più, questo l’ho notato.  Era un set professionale, con grandi attori, ma nonostante l’emozione mi sono sempre sentito a casa, visto che con Francesco, il regista, ho sempre collaborato, essendo stato suo allievo alla scuola di cinema. Il successo, la fama, a me personalmente non interessa, se non per quello che può portare dietro, che hai un pubblico maggiore che ti può poi permettere di esprimere meglio quello che sei tu, non solo con la recitazione, ma anche con altro. Tutti gli attori hanno un aurea di magia solo perché sono sullo schermo, tante persone ora mi contattano solo perché mi hanno visto al cinema, ma in realtà è un occasione per parlare di altre cose, su il mondo e su quello che a me interessa. Inoltre dipingo e suono in un mio gruppo, di cui fa parte anche mio fratello più piccolo. Al cinema mi sono avvicinato perché l’ho vista come un arte che racchiude la scrittura, la musica, la fotografia; tutti aspetti che mi piacciono. L’esigenza di esprimermi sicuramente mi ha avvicinato al cinema, e anche perché si lavora in gruppo, cosa che a me piace molto.

Ma si rimorchia meglio?

Ridendo risponde “vedremo…vediamo cosa viene fuori”.

Franco Mariani

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