
LE NOSTRE INTERVISTE
INTERVISTA DI FRANCO MARIANI
A
MATTHEW MODINE
Incontriamo Matthew Modine a Firenze in occasione della presentazione del suo libro, un diario fotografico sul film che l'ha lanciato a livello mondiale, "Full Metal Jachet" di Stanley Kubrick, promossa a Firenze dalla sede fiorentina della New York Film Academy, affermata scuola di giovani talenti per la regia e la recitazione cinematografica, diretta da Diana Santi, della quale Modine è direttore creativo e da Odeon Casa del Cinema. Modine, come è nata l'idea del libro?
Portavo con me sul set la mia macchina fotografica tutti i giorni, scattando in continuazione. Sapevo che Kubrick era anche un fotografo, volevo entrare in contatto con lui. Solo che un giorno, durante una pausa, mi notò mentre giravo facendo foto qua e là e mi disse: "Matthew, che diavolo ci fai con quel ferrovecchio in mano?'' Ho avvertito l'esigenza di fare qualcosa di cui Kubrick sarebbe stato orgoglioso. Lui è stato un grande artista, un artista completo e girare con lui era come fare del jazz. Le cose cambiavano in corso d'opera senza la preoccupazione del tempo, che fa lievitare i costi e che assilla sempre i registi. Il libro contiene scatti inediti dal set del film e memorie personali scritte durante la lavorazione, oltre ad una copertina speciale.

Perchè ha scelto Firenze per questa presentazione?
Sono il direttore creativo della New York Film Academy, che mi ha offerto l'opportunità di venire a Firenze, dove esiste una sede della scuola, e ho aderito con entusiasmo all'iniziativa tanto più che stò meditando di girare un film in Toscana. Poi Firenze è una delle città più belle d'Italia. Domani andrò a giro per musei e a visitare i dintorni di Firenze, che non conosco.

Cosa le piace di più dell'Italia ?
Mi piace l'eleganza e il suo stile. Mi fanno pensare a film quali "Nuovo Cinema Paradiso" e "La Dolce vita".

Ma lei è anche qui perchè ha intenzione di girare il suo prossimo film in Toscana, vero?
Si, e per questo mi vedrò con alcuni produtttori italiani. Sarà un film ambientato negli anni 60 e che parlerà del concetto di passione, e di come ti può cambiare radicalmente la vita. I protagonisti saranno 4 ragazzi che amano il rock'n'roll, che sta montando ed è sul punto di esplodere, si innamorano della musica e faranno di tutto per diventare un gruppo. Ho scelto la Toscana per la bellezza così semplice e naturale delle sue terre e perchè Firenze negli anni '60 era una vera e propria capitale dello stile e del fashion.

Qual'è secondo Lei il segreto per realizzare un buon film?
Il segreto è tutto racchiuso in tre regole fondamentali, almeno per me, avere una buona storia, un buon attore e soprattutto una produzione agile, piccola, non faraonica, come quelle delle grandi produzioni hollywoodiane. Oggi escono molti film, che però non hanno nessun significato, pieni solo di effetti speciali e attori che recitano solo per mestiere, senza metterci la passione. Viviamo in un tempo di grande confusione.
Firenze sogna di avere il suo red carpet, il tappeto rosso sul quale far sfilare, come altre città italiane, gli attori più famosi del momento in occasioni di eventi particolari, come quello a cui Lei parteciperà. Cosa ne pensa di questo desiderio?
Firenze deve trovare la sua "voce" dentro di se. Rubare dagli altri non è un arte. Createvi qualcosa che sia vostra e solo vostra.
Franco Mariani
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