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      intervista

LE NOSTRE INTERVISTE

INTERVISTA DI CECILIA CHIAVISTELLI

A
        
  PAOLO MIGONE 

L’attore livornese Paolo Migone, è uno degli artistici più eclettici del panorama teatrale italiano. Comico, cabarettista, disegnatore e caratterista è stato protagonista del successo televisivo di “Zelig Circus” dal 2001 al 2008. Ha iniziato la sua carriera con corsi di teatro, e attualmente sta lavorando alla commedia comica “Abbracciati da sola che c’ho d’andar via”.

Paolo Migone, lei che solitamente fa divertire un pubblico televisivo, trova diverso il pubblico di uno spettacolo dal vivo?

“Ma no, perché io come comico televisivo sono abbastanza anomalo, faccio le pause, faccio dei pezzetti abbastanza lunghi, non sono il tipico comico della televisione. Ho uno stile un pò teatrale”.

I pezzi, prima di esibirsi, li prova con qualcuno?

“No, sono nell’incoscienza più totale. Io guardo, giro, osservo, e poi racconto. Le cose che ho detto stasera per esempio, non sono scritte da nessuna parte. Osservo la realtà e mi diverto a raccontarla in maniera surreale. Ed è la parte più divertente del mio lavoro non avere un copione a memoria che ripeti sempre uguale”.

Quali parti comiche il pubblico ti richiede più spesso?

“C’è il pezzo dell’ “Uomo-donna”. Il conflitto eterno tra l’uomo e la donna. Questo me lo chiedono un po’ tutti. Poi io avendo un rapporto con mia moglie molto difficile, ci sguazzo. Nel senso che ho milioni di aneddoti sulla coppia”.

Come nasce Paolo attore?

“Da mia madre. Lo sentivo dentro, facevo agraria, ma non mi ascoltavo. Poi un giorno mi sono detto: ‘Io posso fare l’attore, il comico’. Ho questo istinto nel fare ridere la gente. Lo facevo a scuola, lo facevoal liceo. Prima mi davano dei brutti voti ora mi pagano, ma io ho fatto e sempre farò il cretino nella mia vita. Farò sempre il cretino”.

Sei uno spendaccione o riesci a mettere da parte i guadagni?

“Io guadagno molto bene e non spendo tanto. Sono un ingenuo, e qualche volta cado nelle grinfie di furbacchioni come i consulenti finanziari che mi hanno fregato”.

C’è un argomento tabù che non hai mai raccontato?

“Ho un grande dolore nella mia vita: la perdita di mio fratello. E’ stata una mazzata. E’ un argomento che non tocco”.

Ci sono mai stati problemi di censura in tv?

“No “Zelig” è sempre stata un’oasi felice, abbastanza autonoma. Poi c’è Gina e Michele che sono vagamente di sinistra; una sinistra molto annaquuata dai soldi, però diciamo tollerati”.

Hai fatto anche una pubblicità di arredamento, in contrapposizione con la Ferilli?

“Io l’Emmelunga, la Ferilli,  Poltrone e Sofà. Beato chi se lo fa il sofà? No, la mia era più carina. Forse pagata molto, molto meno, ma era più carina”.

Cecilia Chiavistelli

     © 2011 - Tutti i diritti riservati a Ciak Toscana, Il Nuovo Corriere e a l'autore

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